#ladonnadigiorgio: alla ricerca della ragazza in bici

Elena M. Wagner

MILANO Vi ricordate il misterioso ragazzo di via Solferino? Quel tipo che un lunedì sera mentre correva in tuta verde, scarpe da corsa bianche e cuffie da mp3, ha fermato il cuore di una ragazza che per tre lunedì consecutivi si è ripresentata alla stessa ora nello stesso luogo, ha poi sparso lì attorno qualche volantino e fatto creare ad un’amica una pagina Facebook per condividere la ricerca disperata del corridore. Ci risiamo. Ma stavolta è un lui a cercare una lei in bicicletta e il social prediletto è Twitter.

Era lo scorso 15 Novembre, quasi mezzanotte, quando @Giorgio_DeLuca pubblica questi 140 caratteri: “Ti perdi a Milano. Fermi una tipa in bici al telefono. Si ferma, attacca. Mi spiega, mi accompagna e mi dice: Se ti perdi fammi un fischio”. Passa un mese dall’incontro ma non riesce a dimenticarla. Così decide di iniziare a cercare sul serio la sua donna. Ma non conoscendo neppure il nome, l’unica cosa da fare è condividere quei pochi indizi certi sul web. Apre dunque un blog chiamato aaacercasiladonnadigiorgio e il 20 Dicembre pubblica il primo post:

Ero lì, in quel non luogo dal forte sapore suburbano, dove un ponte ha l’aspetto di un abbraccio consolatorio per quei treni che ogni giorno s’incontrano, senza mai potersi toccare. Quasi fosse una metafora della mia voglia di starti più vicino. Ma i binari della mia timidezza, mi hanno tenuto lì, fermo e immobile. Lasciandomi solo un filo di voce per esprimere un concetto semplice, come quello di chiedere un’indicazione “scusami, mi sono perso, la metropolitana è qui vicina”? E tu, chiusa nel tuo cappotto e nel tuo cappello marrone, in un brivido, ti sei scrollata di dosso la diffidenza che trasmette quel luogo. Il mio accento partenopeo come un ottimo compagno di viaggio ha fatto il resto. “Non è lontana, saranno duecento metri. Scendi qui a destra e ci sei”. Una frase di due secondi che mi ha dato il tempo di dividerti in mille fotogrammi. Fotogrammi di inquadrature strette sulle tue labbra, sulle tue mani e sui tuoi occhi. Le mie labbra invece, si chiusero in un banale “Ok, grazie”. E tu di tutta risposta, senza lasciare trasparire nessuna timidezza… “Se ti perdi fai un fischio”. E io tirai fuori il peggior sorriso che avevo a disposizione. Finì così, quasi fosse un colpo di vento in alta montagna. Ma ora nella mia testa non c’è che quella immagine di pochi secondi, che moltiplico per arrivare a sera. Secondi che diventano minuti, minuti ore e ore che diventano gli infiniti giorni che mi dividono da quell’incontro. Ti cerco, perché sento che in un respiro ho avuto la fortuna di accarezzare l’amore. Era il 15 novembre, erano le 23.30, eravamo sul Cavalcavia Bussa. Tu avevi una bicicletta grigia, un cappotto, un cappello di lana e un cellulare che da tempo si era allontanato dal futuro.

DESCRIZIONE DELLA RAGAZZA

Età 23/28
Incontrata sul Cavalcavia Bussa
Zona Isola
Il 15 novembre 2012
Ore 23.30
Bicicletta beige o grigia
Cappello marrone
Cappotto
Cellulare vecchiotto
Mi hai dato indicazioni per trovare la stazione della metropolitana Garibaldi
Mi hai salutato dicendomi “se ti perdi fai un fischio”
*

Immediatamente parte l’hashtag #ladonnadigiorgio su Twitter e poi viene creata anche la pagina Facebook Ladonnadigiorgio. Sul web, la voce si sparge in fretta e di recente anche tv – Studio Aperto (min.24) – e carta ne hanno parlato – persino la Repubblica e il Corriere della Sera. E sul suo blog, Giorgio racconta di esser stato contattato per un’intervista in tv e addirittura chiamato da un produttore cinematografico per un film. Ma dico, non l’ha/abbiamo ancora trovata e già vogliono farci un film? E allora com’è possibile che della donna di Giorgio non si abbia ancora alcuna traccia? Ma dove vivi? O non vuoi farti viva? E in tal caso, che razza di cuore potresti mai avere per non rispondere ad un simile corteggiamento? Inchiostro e carta da lettere hanno sicuramente un altro fascino, ma quando una sola goccia di romanticismo cade nel mare di internet, qui si può scatenare una virale inondazione d’amore.

La ragazza che cercava il suo amato in via Solferino sembra essersi arresa. Ma questa è un’altra storia e stavolta la ricerca collettiva non può fallire perché si sono davvero mossi in massa. E poi Milano non è New York, dove nel 2007 un certo Patrick creò un sito web chiamato “la ragazza dei miei sogni” e infine trovò davvero la sua Camille.

Adesso non ci resta che aiutare Giorgio, spargere la voce, condividere su facebook e twittare l’hashtag #ladonnadigiorgio. Perché, se vogliamo vedere il lieto fine, dobbiamo continuare a cercarla!

Blog: aaacercasiladonnadigiorgio | Facebook: Ladonnadigiorgio | Twitter: #ladonnadigiorgio

Elena Mazzoni Wagner