Un Italien en Belgique: L’inizio

Sun LaBourse

Michele Moricci | THE BRUXELLES DIARIES – THE ART WALK

Grand Place

BRUXELLES Difficile spiegare perché, alla soglia dei ventinove anni uno come me – che ama viaggiare con la valigia ricca di cambi d’abito e che sogna presuntuosamente di diventare il prossimo Andy Warhol misto a Carrie Bradshaw – abbia impacchettato pochi vestiti e due sole paia di scarpe in una valigia da 15Kg per approdare a Bruxelles. Non parlo francese e neanche olandese, avevo un lavoro e per non smentire le voci che al telegiornale ci dipingono come “mammoni”, ero uno di quelli che da casa ancora non era mai uscito se non per tornarci. E invece sto per trascorrere quattro mesi in un Paese mai visto prima, farò il bucato, la spesa e pagherò l’affitto. Mi sento già un emancipato cosmopolita.

Quando mi hanno proposto di raccontare Bruxelles con i miei occhi, ho pensato che fosse un buon inizio e un ottimo stimolo per scoprirla un po’ più a fondo. E così, farò del mio meglio per essere il vostro occhio vigile sulla città.

La Bourse – Sky

Erano gli ultimi giorni di maggio quando io e Giovanni siamo approdati e ad attenderci c’era un caldo intenso. Quello che ignoravamo era la persistente pioggerella e i tempestivi cambi di stagione nell’arco di una sola giornata. Eravamo attoniti nel percepire l’entusiasmo dei Belgi parlando del sole. Pochi giorni dopo abbiamo afferrato il concetto: come spesso accade nelle città del Nord Europa, il bel tempo qui a Bruxelles è una vera rarità; le nuvole troneggiano spavalde in cielo ed il sole fa le sue apparizioni sporadiche e fievoli sul far della sera.

La Bourse – Sun

Prima che ce ne potessimo accorgere, tra una pozzanghera d’acqua e un raggio di sole, la città ci stava già accogliendo col suo consueto bonjour.

Sun Outside

Bienvenue à Bruxelles.

Michele Moricci