“Figurehead”: un blog da ballare

Beatrice Verga

Tra le ultime curiosità che ho incontrato sul web, segnalo con piacere www.figurehead.it: un blog che parla di buona musica. Nato due anni fa, con il nome dalla famosa canzone dei ‘The Cure’ – contenuta nel loro quarto album “Pornography” (parliamo del lontano 1982), esplora l’universo internazionale della musica underground con post su album, canzoni ed eventi live. L’autore è Riccardo Fumagalli, 32enne lombardo trasferitosi quattro anni fa a Londra, dove lavora in un’agenzia di web marketing.

“Il blog nasce per una semplice esigenza comunicativa, e per rispondere ai consigli in tema musicale che mi sento spesso chiedere dagli amici. Ogni settimana riesco a trovare un paio di nomi interessanti da postare. In futuro vorrei riuscire ad organizzare anche dei concerti, dei gruppi che più supporto, ma purtroppo il tempo è sempre poco…”

E’ un’attività, nata per passione, che impegna Riccardo in una continua ricerca di contatti e scoperta di band e musicisti ancora poco conosciuti. Dalla home page è possibile accedere a rubriche sia in lingua inglese che italiana, con recensioni mirate a interi album o singole canzoni. Essenziali e dirette, le recensioni di Riccardo forniscono un breve ma chiaro ritratto dell’artista ed è possibile ascoltare sempre qualche traccia audio.

La mia discutibile cultura musicale ha avuto un notevole beneficio dalla frequentazione di queste pagine digitali, ecco perchè mi sento di suggerirle. Tra le novità, entrate di recente nella mia iTunes library grazie a figurehead, anche il debutto di un giovanissimo duo (Brian Oblivion e Madeline Follin) indie pop di New York, i Cults. Ascoltate “You Know What I mean”.

Se volete conoscere la data di qualche particolare “gig” a Londra o Milano, ora conoscete un sano blog da leggere, ascoltare e ballare.

P.S. Vi segnalo anche il gradevole “reportage” sul concerto dei Beirut alla Brixton Academy (16.09.2011), uno dei gruppi preferiti di CCT! (O meglio, in assoluto, il preferito). E per concludere in bellezza, a voi “Postcards from Italy” di quella sera.

Beatrice Verga