Una passeggiata a Palermo, tra bellezza e decadenza

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Anna Scrigni

Stories by the “Creative Curious Travellers 2018” about the city of Palermo. A project by CCT-SeeCity. Thanks to: CLAC | @Igers.Palermo | MINIMUM | PUSH. | SeeCily Tourism Services – InfoPoint Palermo | USE-IT Palermo | ALAB | SAM! | Pasticceria Cappello | Caffè Letterario Teatro Garibaldi | Good Company Sicily | AddiopizzoAddiopizzo TravelVisit Palermo | Wonderful Italy.


PALERMO Mi ritrovo per la seconda volta in Sicilia. Dopo Catania un anno fa, atterro finalmente nel capoluogo. Mi avevano detto “ti innamorerai di Palermo, è una città unica” e non ho potuto fare altro che arrivare qui piena di curiosità. Palermo infatti è una città che racchiude in sé mille mondi. Da qui sono passate decine di popoli diversi durante i secoli: bizantini, arabi, normanni, spagnoli, ognuno con le sue tradizioni, ognuno lasciando un segno indelebile in questa terra dove oggi si respira tutta la ricchezza e la varietà della sua lunga storia.

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Chiese, Musei e Monumenti

La mia passeggiata esplorativa a Palermo parte quindi all’insegna della scoperta di una città che da tempo avevo voglia di visitare. Appena arrivata mi ritrovo a Porta Nuova che segna l’inizio della lunghissima Via Vittorio Emanuele. Una strada dritta, che taglia in due la città e che arriva fino al mare. È la via più antica, oggi in parte pedonale e molto turistica, dove si trovano negozi di prodotti tipici, artigianato e alcune delle maggiori attrazioni della città.

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Intravedo quasi subito la Cattedrale così maestosa ed imponente da sembrare più una fortezza che una chiesa. In questo edificio si legge la storia di Palermo: edificato a partire dal XII secolo, dopo un forte sisma, ma già precedentemente luogo di culto fin dall’epoca paleocristiana. Fu basilica e poi moschea, per poi ritornare ad essere luogo di culto cristiano con l’arrivo dei Normanni. La sua storia prosegue nei secoli successivi con continui ampliamenti e ristrutturazioni fino a farla diventare una commistione di forme e stili architettonici.

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Palermo-Cattedrale

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Continuando a camminare lungo Via Vittorio Emanuele arrivo all’incrocio con Via Maqueda. Qui si trovano i Quattro Canti: una piazza di forma ottagonale, delimitata da quattro edifici riccamente decorati.

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Ma Palermo sorprende soprattutto per la sua commistione tra bellezza e decadenza. Basta fare pochi passi per arrivare alla famosa Fontana Pretoria, una monumentale opera formata da decine di sculture in marmo di Carrara. Sullo sfondo (e proprio di fronte alla sede di rappresentanza del Comune di Palermo) alcuni palazzi baronali in rovina.

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Un altro esempio di come la bellezza riesca a fondersi alla decadenza è il Museo delle Maioliche. Sono rimasta particolarmente colpita da questo luogo: mai mi sarei aspettata, vedendo l’edificio dall’esterno, di trovare tanto splendore all’interno. In questa casa-museo si può ammirare una delle più grandi collezioni di maioliche d’Europa. Otto stanze le cui pareti sono interamente ricoperte di mattonelle di varia provenienza ed epoca. La visita dura circa un’ora ma qui avrei passato l’intera giornata a studiare le più di 5.000 mattonelle, ognuna diversa dall’altra, e ad osservarne tutti i loro dettagli decorativi…

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Ma per ammirare tutta la bellezza di Palermo, occorre dedicare un po’ di tempo anche alle sue innumerevoli chiese, sparse ovunque per il centro della città. Ci sono quelle barocche come Santa Caterina e la Chiesa del Gesù che stupiscono per la loro ricchezza di decorazioni in marmo, stucchi e affreschi.

Palermo-Chiesa-S-Caterina

Entrare in una di queste chiese significa perdersi ad ammirare l’opulenza delle decorazioni che ininterrottamente ricoprono gli interni, dal pavimento fin sul soffitto.

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Palermo-Chiesa-del-Gesù

Ci sono poi la Martorana e la Cappella Palatina, due dei luoghi imperdibili, simbolo di Palermo. Queste due chiese fanno parte dell’itinerario Arabo-Normanno (dal 2015, il cinquantunesimo sito UNESCO italiano) che comprende vari monumenti nel centro storico della città, più le Cattedrali di Cefalù e Monreale: luoghi che testimoniano un periodo unico nel suo genere, esclusivo di questa terra, l’unione di due mondi opposti, quello arabo-musulmano e quello normanno-cattolico.

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Continuando il mio tour, mi accorgo ben presto che Palermo non è fatta solo di grandi monumenti che incantano per la loro magnificenza. Sì, Palermo è fatta sopratutto di quartieri, che raccontano la vera storia della città e dei suoi abitanti.


Nei quartieri: Ballarò, Capo, Vucciria e Kalsa

Lasciare le vie principali per addentrarsi in quelle laterali, lontano dai flussi turistici più battuti, inizialmente, potrebbe mettere un po’ a disagio… Mi infilo comunque in una delle stradine che portano verso Ballarò, tra i vicoli fatti di case fatiscenti, muri decrepiti e opere di street art rovinate dal tempo.

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Guardo le facce che mi scrutano perché è evidente che non sono una del posto, ma ben presto quella iniziale titubanza scompare, per lasciare posto allo stupore. Palermo è una città bella e decadente, con qualche angolo colorato di contemporaneità che ti sorprende.

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Da Ballarò mi sposto a Il Capo, dove il fascino della decadenza a tratti lascia ampio spazio al degrado. In questo quartiere storico, le strade assomigliano alle vie di un labirinto e perdersi sembra molto facile.

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Percorrendo Via delle Cappuccinelle fino in fondo, in un attimo arrivo alla Vucciria. Qui un tempo sorgeva lo storico mercato della città, che ispirò il famoso quadro di Guttuso. Oggi del mercato rimane poco: le bancarelle di frutta, verdura e pesce che ancora ci sono, si mischiano ai bar e ai locali che hanno fatto diventare questa zona, una delle più frequentate nelle ore notturne, nota soprattutto per lo street food e la street art.

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Ma vale davvero la pena addentrarsi nel cuore del quartiere, anche di giorno: alcune strade sembrano uscite da un’altra epoca. Qui si vedono i segni, ancora evidenti, dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, palazzi distrutti, abbandonati e mai ricostruiti.

Dalla Vucciria, attraversando di nuovo Via Vittorio Emanuele, mi ritrovo ben presto nel cuore della Kalsa, ultima tappa del mio giro a Palermo. Questo antico quartiere sorse nel X secolo durante la dominazione araba. Camminando per le sue strade, mi accorgo di essere in un luogo diverso dagli altri quartieri, quasi una piccola cittadella a sé dove si respira un’aria nuova, di cambiamento.

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La decadenza tipica dei quartieri popolari si mischia alla voglia di rinnovamento. Lungo le strade ci sono moltissimi negozi di artigianato locale gestiti da giovani, creativi e imprenditori, che hanno deciso di stabilire qui la loro attività, magari dopo aver passato un periodo “fuori”, all’estero. Ci sono mercatini che vendono vestiti vintage e oggetti di modernariato, librerie dove comprare libri che non si trovano da nessun’altra parte, piccole gallerie d’arte e locali dall’arredamento alternativo.

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Finisce qui la mia passeggiata. Già prima di iniziare sapevo che tre giorni sarebbero stati pochi. Di Palermo ho visto tanto, ma la città sembra essere un baule infinito di cose da scoprire. Ogni quartiere racchiude in sé un piccolo mondo da esplorare con calma, passeggiando lungo le strade e ammirando la città in questo particolare e affascinante miscuglio di bellezza e decadenza. Arrivederci, Palermo!


Alcuni link utili:


P.S. Ho raccontato di Palermo anche nel mio blog!

8 cose da vedere a Palermo