Islanda: Reykjavík

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Michele Moricci

REYKJAVIK, ISLANDA | GIORNO #9  La mattina presto ripartiamo, stavolta in direzione della capitale, Reykjavík. Il viaggio è lungo e costeggiamo tutta la strada litorale che si affaccia sui fiordi. Come sempre il paesaggio incontaminato ci circonda e la colonna sonora del nostro iPod ci accompagna in questa traversata. Ci fermiamo a Varmahlid, dove si trova un altro sito storico in cui sorge il Glambaer Museum. Le case hanno il tetto d’erba, sono bianche e hanno rifiniture gialle. In una giornata di sole pieno i colori risaltano in forte contrasto con il vivido verde e l’intenso blu.

Nel pomeriggio arriviamo a Reykjavik ed inizia a piovere. Benché questo non sia il miglior modo di iniziare a scoprire la città, la curiosità ci spinge verso il centro. Gli edifici minimali e una lunga arteria principale ci guidano da una parte all’altra della capitale. Ci prendiamo il resto della giornata per girellare senza meta. Per quanto peculiare e atipica come metropoli, ci rendiamo subito conto che dobbiamo riformulare le nostre aspettative e godercela così piccola e dissimile da tutte le altre capitali Nordiche a cui ci siamo abituati. Riconsegnata l’auto vicino al porto ci soffermiamo ad osservare l’elegante Harpa, la sala concerti, che con il suo alveare architettonico fatto di vetro si specchia nel fiordo.
 
A tarda sera è arrivato il momento di entrare nella nostra casa per questa ultima tappa Islandese. Situata a pochi passi dal museo d’arte Kjarvalsstadir è calda e accogliente, arredata con uno stile spiccato. Proprio quello di cui avevamo bisogno per sentirci, ancora una volta, a casa.
 
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GIORNO #10 Iniziamo la nostra giornata con la visita al museo Kjarvalsstadir, ampio e minimale ricorda molto una costruzione anni ’70, al suo interno le splendide opere di artisti locali che spaziano in rappresentazioni figurative visionarie o semplicemente narrative. Il bar dalle linee pulite serve caffè e dolci tipici, le vetrate guardano ad un ampio parco. Proseguiamo diretti in città e diamo un occhio ai numerosi negozi di chincaglierie per trovare le ultime calamite da attaccare al nostro frigo. Arriviamo all’elegante Municipio, costruito su colonne di cemento immerse nelle gelide acque del laghetto Tjornin frequentato da anatre e gabbiani. Dall’altro lato ci sono le belle villette a schiera a colori vivaci.

 
Il cielo grigio ci da tregua (per poco) e così ci mettiamo in coda per apprezzare dall’alto l’intera città. Per farlo saliamo i 76 metri della nota chiesa simbolo di Reykjavik, Hallgrimskirkja. Mentre al suo interno suona il celebre organo posizionato nel 1992, noi ci affacciamo dalle finestre per catturare con uno scatto i tipici e coloratissimi tetti delle casette Islandesi. Continuiamo con il nostro giro e proseguiamo con il museo d’arte contemporanea Listasafn, ci perdiamo per le vecchie strade della città e approdiamo nuovamente al porto.
 
Arrivata l’ora di pranzo ci scaldiamo al tavolo di The Laundromat Cafè. Ordiniamo un burger vegetariano e del salmone con verdure, il conto è altissimo ma dopo tutti i panini on the road abbiamo deciso di concederci questo premio.  Successivamente saliamo su un bus diretto alla immaginifica casa museo dello scultore locale Asmundur Sveinsson, il Asmundarsafan.  Piccolo ma ammaliante l’edificio formato da elementi geometrici è totalmente bianco e ricorda le tipiche costruzioni mediterranee. La cupola osserva il giardino circostante popolato da statue che ripercorrono il percorso artistico dell’artista.
 
Prendiamo un altro bus per raggiungere il secondo simbolo della città, Perlan. Un futuristico punto di osservazione a vetri dal quale osserva la città in lontananza. L’aria inizia a rinfrescarsi e noi appollaiati a guardare il panorama riscaldiamo le mani l’uno dell’altro. Torniamo verso il porto per guardare il tramonto e scattare qualche foto con la scultura simbolo della città di Reykjavik. La celebre Solfar (Nave del Sole) che guarda il lungomare e accoglie i viaggiatori. Ordiniamo una pizza da asporto da Domino’s e la mangiamo al calduccio di casa.
 
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ULTIMO GIORNO La mattina la sveglia suona presto, ci dirigiamo alla fermata autobus per salire sul pullman diretto alla famosissima Blue Lagoon. Trascorreremo qui il nostro ultimo giorno in Islanda, a scaldarsi nell’acqua termale e a farci maschere di bellezza con i fanghi naturali locali. Sguazziamo nell’acqua, gustiamo dell’ottimo succo fresco e ci godiamo la gelida aria che si contrappone con il caldo del vapore acqueo. Non resistiamo all’idea e ci lasciamo immortalare in una pessima foto ricordo.

 
Trascorse più di quattro ore, le nostre dita somigliano ad uva passa e così torniamo in città. Pranziamo, facciamo una costosissima merenda da Te & Kaffi e girelliamo per assaporare tutta l’atmosfera di Reykjavik un’ultima volta. Il sole scende lanciando la sua fulgida luce aranciata contro le nuvole che percorrono il cielo indisturbate. La città si tinge di mille colori e le luci accese nelle case rendono l’intero panorama più suggestivo e caratteristico. Sono le 21, i ristoranti e i bar si riempiono, noi torniamo ancora una volta al porto per guardare l’imbrunire. I bagagli ci attendono e la sveglia suonerà nel mezzo della notte. Torniamo a casa con un bagaglio emozionale molto più grande.

Scopri tutte le tappe di questo viaggio in Islanda…


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Michele Moricci