Un weekend a Prato, tra arte contemporanea e archeologia industriale

MAPPA_PRATO_TAI_2017
Comò Mag.

This Story is Sponsored by TAI – Tuscan Art Industry 2017

PRATO Appena arrivati, CCT ci ha consegnato un kit con tre mappe diverse per tema: la mappa USE-IT con i consigli dei “locals”, la mappa .CON della rete che unisce gli spazi indipendenti dedicati all’arte contemporanea, e poi l’Industrial Heritage Map che dal centro storico della città porta fino in cima alla Val di Bisenzio mappando, ad oggi, oltre 150 fabbriche tessili storiche, la maggior parte in stato di abbandono. Avremmo esplorato la Valle il giorno seguente con l’evento-tour che ha concluso la terza edizione di TAI – Tuscan Art Industry. Quindi, abbiamo iniziato ad esplorare il territorio, a girovagare in lungo e largo, partendo dalla città.

Per raccontare questo intenso weekend pratese, anche noi di Comò Mag. abbiamo deciso di progettare una mappa e riassumere in 7 punti tutta l’arte contemporanea e archeologia industriale che abbiamo incontrato in questa terra ricca di storie. Nella descrizione che segue l’immagine, per ogni luogo vi diciamo in breve chi siamo stati, cosa abbiamo fatto, visto e mangiato: perché ogni esperienza ci ha trasformato in persone sempre diverse. Pronti? Via!


MAPPA_PRATO_TAI_2017


1. Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

ASTRONAUTI

Parlando di arte contemporanea si rimane spesso confusi e senza risorse, come se ci chiedessero di andare sulla Luna. Beh, se provaste ad andarci davvero tutto sembrerebbe più chiaro. L’installazione Luna (1968) di Fabio Mauri ci ha trasportati in un’altra dimensione: ci siamo tolti le scarpe e su un pavimento di polistirolo ricoperto di perlinato bianco ci siamo divertiti come bambini. Uno sbarco sulla leggerezza (reale) e sospensione di gravità (fittizia).

2. Lottozero / textile laboratories

ANDROGINI

Vernissage di Occupy Lottozero: Robin Darius Dolatyari e Chloé Rozycka Sapelkine, duo artistico francese, hanno esposto le loro opere prodotte durante la residenza di sei settimane in questo centro per l’arte, il design e la cultura tessile, aperto nel 2016 dalle sorelle Moroder, Arianna e Tessa. Collage, opere in tessuto, dipinti e ceramiche che esplorano il tema dell’androgino sono il risultato di un prolifico periodo di studio e di un’intensa esperienza condivisa con la città di Prato. Uno spazio – (parte della rete .CON) – avvolgente, dove si viene colpiti dall’ispirazione, ovunque si volga lo sguardo.

3. Ex Lanificio Peyron (Nord)

ARCHEOLOGI

Una storia che passa dalla famiglia Bardi, da Genova e addirittura da Smirne, è quella di una delle fabbriche più note e produttive tra XIX e XX secolo della Val di Bisenzio. Oggi in una parte della fabbrica si riciclano tessuti, un tempo si producevano tappeti che andavano a ruba! Costruito sull’antico Molin Novo, l’ex lanificio conserva ancora la funzionante turbina che grazie all’acqua del fiume Bisenzio – che entra letteralmente dentro la fabbrica! – metteva in funzione lo stabilimento.

4. Circolo di Vernio

ASSAGGIATORI

Ogni domenica che si rispetti prevede un grande pranzo e TAI 2017 non ci ha fatto mancare nulla! – Attenzione: saltate questo paragrafo se siete affamati o comunque troppo distanti da un pasto. – Al Circolo di Vernio, seduti ad una lunga tavolata, abbiamo assaggiato i famosi tortelli di patate con ragù e ravioli con un cuore di cremosissima ricotta, conditi con burro e salvia. Parlare con Elena di CCT e progetti futuri, di TAI e della città, ha reso tutto più speciale: non ci saremmo più alzati da tavola!

5. MUMAT – Museo delle Macchine Tessili

GRAND TOURISTS

Sorto nei locali dell’ex Fabbrica Meucci, a Vernio, il MUMAT ci ha reso consapevoli dell’enorme industria tessile che si è sviluppata fino a non troppi anni fa nella Val di Bisenzio e che poi ha dovuto affrontare le varie crisi e difficoltà… Fuori la pioggia ci accompagnava col suo ritmo nelle tappe che abbiamo seguito all’interno del museo per conoscere il funzionamento dei macchinari e per farci raccontare il progetto TAI – Tuscan Art Industry: nato da un’idea dell’artista Chiara Bettazzi – e a cura del suo Studio Corte 17 o Sc17 (altro spazio della rete .CON) – con la volontà di creare e diffondere un nuovo interesse verso questo immenso patrimonio del territorio pratese, toscano, italiano.

6. Ex Lanificio Forti – La Briglia

CITTADINI

Il buio, che l’autunno porta presto, ha reso il pomeriggio di questo Grand Tour quasi spettrale e affascinante al contempo. Attorno al villaggio-fabbrica Forti, appunto, era sorto un vero e proprio centro cittadino con case, chiesa e scuola, dove la vita operaia e familiare scorreva tranquilla fino a quando i proprietari non furono costretti a vendere: ebrei al tempo delle leggi razziali fasciste.

7. Ex Lanificio Forti – L’Isola

ASCOLTATORI DI GEYSER

Avete presente un geyser? È il suono che Francesco Giomi di Tempo Reale ci ha messo nelle orecchie, a cadenze regolari e con forte intensità, nel buio illuminato da luci fucsia straordinariamente installate nell’ex fabbrica Forti. In questo spazio abbandonato, il passato è stato raccontato da foto d’epoca proiettate sui grandi muri scrostati, dai ritratti di un tempo in cui – qui – si lavorava e viveva: momenti di lavoro e di riposo, pranzi tra colleghi e altri in famiglia, ricordi in bianco e nero. Immagini di memoria, storia di un luogo che ha ancora tanto da raccontare. Storia di un luogo che potrebbe ancora guardare al futuro. TAI è una buona idea per iniziare, per ricominciare a farlo.

Comò Mag.