Prato, una città italiana che conta

Prato by Jennifer & Mélody - cover post

Stories by the “Creative Curious Travellers 2016” about the city of Prato. Thanks to: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci | Camera di Commercio di Prato | USE-IT Prato | LeCù | Fonderia Cultart | Biscottificio Antonio Mattei | Cibino Take Away | Gelateria Fior di Sole | Apothéke Cocktail Bar | Dolci Amari | Caffè Vergnano | Camaloon | The GIRA.


Alcuni viaggi sembrano più importanti di altri, diremmo anche più degni di nota. Non c’è bisogno di andare molto lontano per trovare la bellezza e scoprire grandi cose nel mondo. È quello che abbiamo appreso mentre stavamo visitando Prato. Una città apparentemente piccola in Toscana, a 20 minuti da Firenze. Piccola in apparenza, ma grande con tutto ciò che offre, in termini di storia, cibo e ovviamente di cultura. Quello che pensavamo sarebbe stato solo un altro viaggio, da vivere come facciamo di solito, si è rivelato essere molto di più.

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Prato, una città dinamica

L’aspetto più interessante di Prato è probabilmente la sua popolazione, in parte composta da giovani dinamici, che hanno studiato in città più grandi, a volte anche all’estero, e che poi dopo tutto hanno deciso di tornare in questa piccola città di “soli” 192.946 residenti. Ma perché?

Dopo alcune conversazioni con residenti locali e un po’ di storia, abbiamo appreso che Prato è stata il fiore all’occhiello del design della moda tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta per il tessile, fino a quando la crisi economica non ha distrutto un po’ tutto a suo modo, ma soprattutto i lavoratori e le fabbriche specializzate in questo settore. Oggi Prato è una città intermedia.

Innanzitutto perché è vicina a Firenze, il capoluogo della Toscana, famosa per la sua storia grazie alle ville dei Medici, all’arte e alla moda. In secondo luogo, perché sta diventando una città emergente. La sua vicinanza a Firenze l’ha resa attraente per molti artisti e artigiani che non possono permettersi di vivere nella grande città e possono trovare un modo per esprimersi in un ambiente a misura d’uomo. Ed è ciò che ha reso Prato così interessante.

La prima cosa che ricordiamo di Prato è l’alternanza tra paesaggi pianeggianti e alti edifici. La città sembrava offrirsi a noi, semplicemente accogliendoci sotto la sua particolare luce. Ricordiamo di quanto abbiamo girovagato, dei nostri piedi stanchi che camminavano sulla pavimentazione medievale. Prima di lasciare Parigi, abbiamo ingenuamente pensato che ci saremmo perse fuori nel nulla e invece siamo rimaste sorprese dalla creatività delle persone che abbiamo incontrato durante il nostro soggiorno. Perché non è una grande città e forse anche perché la gente tende a svalutarla, i giovani creativi di Prato spingono a collaborare e fanno prosperare e conoscere il proprio lavoro. È stato davvero piacevole visitare i loro spazi e laboratori, ascoltare le loro storie. Ma ancor più impressionante è stato il modo in cui l’uno ci raccomandava l’altro: “Non esitate a chiamarla. Oh, le avete parlato? Fantastico, abbiamo organizzato eventi insieme”. Questo senso di comunità è benessere. Ci sentivamo al sicuro, circondate da persone benevoli.

Il futuro della Toscana

Il nostro viaggio a Prato è arrivato in un momento in cui ci chiedevamo se Parigi fosse davvero una grande città per sviluppare un interesse creativo. Se la città dove tutto dovrebbe accadere, proprio qui, sotto il nostro naso, stava mantenendo le sue promesse. Parlare con quei creativi ci ha aiutato a capire che puoi creare indipendentemente da dove ti trovi. Inoltre, trovarsi da qualche parte considerata remota dai millennial alla moda, permette di esplorare e spingere la propria creatività un po’ più in là proprio perché si ha bisogno di fare più cose da soli. Per essere completamente oneste, abbiamo osservato con ammirazione quei collettivi, sembra che abbiano raggiunto un punto in cui, contrariamente alle persone che incontriamo normalmente, potrebbero esistere al di fuori delle aspettative degli altri.

Forse è a causa della loro personalità, forse abbiamo solo incontrato le persone giuste ma crediamo profondamente che sia così soprattutto per quel tipo di città: accessibile, economicamente e socialmente, con una dimensione media che consente di incontrare spesso le solite persone ma di non essere intimi con tutti. E le città del mondo come questa sono il futuro, perché tutti sono stanchi del proprio lavoro stressante, con bassi salari e con un costo della vita che diventa giorno dopo giorno sempre più costoso. Vivere nella “grande città” era l’unica opzione perché prima tutto era lì, dalla cultura alle scuole e all’opportunità di lavoro. Ma non è più così, ed è per questo che Prato può essere vista come il futuro della Toscana, dove tutto succederà un giorno, da dove partirà tutta la connessione. Tutti i creativi che abbiamo incontrato non stanno solo facendo “arte”, stanno cambiando la società.

Il significato del viaggio

Per noi, tutto è iniziato a Prato. Abbiamo capito che volevamo trovare un altro modo per esprimerci. Scrivere sempre, ma su cose che stimiamo di più della nostra routine fatta di feste, open-bar, essere dove pensi di dover essere vista… La definizione più divertente di Parigi ci è stata raccontata da Cosimo, un giovane architetto del collettivo chì-na. Ci ha detto: “Ho vissuto a Parigi ma non riuscivo a vedere me stesso per sempre lì. Tutti pensano di star facendo qualcosa di importante, ma nessuno fa davvero niente”. Le cose invece di parlare della loro potenzialità diventano il nostro motto.

A Prato, abbiamo fatto cose che possono sembrare stupide per i francesi – come trovarci a mangiare una fetta di torta red velvet e bere una bevanda calda in una sala da tè verso mezzanotte. “Non potresti mai farlo in Francia” – abbiamo detto a Elena, la nostra eccezionale host. Per noi, è il momento in cui bevi alcolici, perché è ciò che dovresti fare quando sei forte e francese. Almeno un bicchiere di vino o un gin tonic, subito. Il nostro soggiorno ci ha aiutato a mettere le cose in prospettiva. Bene, siamo ancora bevitrice di vino ma invece di far festa attraverso la città abbiamo cercato di incontrare persone in pieno giorno. “Ragazze in missione” potremmo dire. Come le altre persone vivono, pensano, creano, mangiano… Questo è ciò che ci interessa. Qual era la loro filosofia di vita? Così facendo, abbiamo iniziato a capire che stavamo cambiando la nostra visione del viaggio. Non si trattava solo di scoprire un’altra cultura, ma anche di riflettere su come viaggiamo oggigiorno.

Dopo Prato, ci siamo convinte che il viaggio dovrebbe essere pensato politicamente. O almeno con uno scopo. Ogni giorno, possiamo osservare a Parigi o leggere nei media le conseguenze del turismo di massa. Se ti piace viaggiare, questo può essere complesso perché, DI CERTO, Airbnb è il modo più semplice e a volte più economico di soggiornare in una città. Ma viaggiare dovrebbe essere facile? Bere tutta la notte e dormire durante il giorno dovrebbe essere l’unica cosa da fare? Fare il check-in in tutti i musei da visitare dovrebbe essere l’unico obiettivo? Non proprio o almeno non per noi. Viaggiare è molto più che condividere una foto su Instagram o fare il check-in in alcuni posti fantastici su Facebook. In realtà, è un buon modo per alcune persone di condividere le proprie esperienze con amici e familiari, ma non dovrebbe essere l’unico modo. Ciò che rende un’esperienza indimenticabile sono le persone che incontri, le storie che senti, il cibo che mangi e le cose che vedi. Il viaggio è tutto questo e Prato ci ha ricordato l’essenziale, ci ha permesso di tornare sulla giusta strada della scoperta e saremo sempre grate per questo.

Prato in 3 luoghi

  1. chì-na | Un’associazione culturale composta da un gruppo di cinque architetti, storici dell’arte e creativi, che aiuta la comunità cinese di Prato a legarsi con il resto della città. Con eventi e workshop, stanno cambiando il modo in cui vediamo la Chinatown di Prato, la più grande in Italia.
  2. Centro Pecci | Il Pecci è il primo centro costruito ad hoc per l’arte contemporanea in Italia. Non è a Roma, né a Milano, ma a Prato, in Toscana. È un luogo importante e solo una visita spiega perché. Qui si trova un’arte contemporanea che lascia vagare, pensare e rende il visitatore partecipe, è arte che vive. Non un semplice museo, ma un’esperienza, meglio essere avvertiti.
  3. La Panoramica | Niente è più piacevole e tranquillo di una passeggiata “panoramica” circondati da colline, alberi di ulivo e pecore. Dall’alto si può ammirare tutta la città e, per dirlo in modo semplice, la vista è mozzafiato. Per questi e altri consigli, è utile consultare la mappa USE-IT Prato: gratuita, non commerciale e fatta dai “locals”.
Jennifer Padjemi & Mélody Thomas