Islanda: Vik + Laguna di Ghiaccio + Hofn

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Michele Moricci

VIK, ISLANDA | GIORNO #3 Il cielo grigio non è mai un limite per apprezzare la bellezza dell’Islanda perché esso rende tutto tipicamente malinconico. Saltati in macchina, ci fermiamo sul promontorio di Dyrhólaey per vedere il faro più grande del paese, intorno ad esso le rocce si affacciano sulla spiaggia mentre l’acqua la bagna. Abbiamo la fortuna di vedere alcuni gruppi di Pulcinelle di Mare appollaiate tra il verde delle rocce. Sono più piccoli di quanto immaginassimo ma sono splendidi.

In lontananza vediamo Vik, la sua celebre spiaggia e i suoi mastodontici faraglioni. Il piccolo villaggio di Vìk è animato da un benzinaio, un ristorante, un minuscolo agglomerato di case e una chiesa bianca dal tetto rosso che troneggia sulla cittadina. Ma il vero spettacolo, come sempre, è la natura. E Vìk vale bene uno stop per apprezzarne le molteplici peculiarità. La lunghissima spiaggia nera contrasta con forza l’oceano di un bianco lattescente. Passeggiamo sulla sabbia e ci addentriamo negli spazi formatisi intorno alle rocce laviche mentre osserviamo un nutrito gruppo di Sterne artiche cercare cibo tra i granelli di sabbia. Loro, simili a Rondini, ci mettono subito al corrente di non apprezzare la nostra presenza e quella di pochissimi altri turisti così, disturbati dal loro schiamazzare insistente, decidiamo di lasciarle cacciare liberamente e di fare ritorno all’auto.
 
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Poco più distante sorge un’altra splendida spiaggia, la celebre Reynisfjaracaratterizzata da ciottoli grigio scuro e da caverne di basalto belle come un prestigioso tessuto dalla fantasia geometrica e simili a Canne d’Organo. Finalmente davanti a noi gli splendidi faraglioni leggendari che secondo il folklore locale sono “Troll” rimasti vittime del sole. Intanto il cielo si scurisce e una leggera nebbiolina inizia a salire dall’acqua. Il panorama diventa sempre più mistico. I colori delineano un naturale paesaggio di un sorprendente bianco e nero. Avvolti nei nostri giubbotti Quechua osserviamo lo spettacolo davanti a noi.

Tornati all’Ostello, la cucina è presidiata da turisti dal tutto il mondo, noi cuciniamo pasta, una coppia di Indiani gusta profumati manicaretti al curry, gli Austriaci scaldano dello Speck mentre gli Americani cucinano del pollo. Anche questo fa parte dell’avventura. 

SKAFTAFELL | GIORNO #4 Subito dopo la doccia e la colazione partiamo diretti verso il Parco Nazionale di Skaftafell, meta di turisti e secondo parco d’Islanda per grandezza. Il cielo limpido, senza nuvole ed un sole caldo ci accompagneranno tutto il giorno, quindi sarà facile passeggiare lungo il percorso sabbioso che ci guida fino ai piedi del piccolo ghiacciaio di Skaftafelljokull. Il vento che stemperava il calore del sole di mezzogiorno, all’improvviso si intensifica divenendo pungente, quindi l’idea di mangiare i nostri panini al sacco seduti in riva al lago – formatosi dallo scioglimento dei ghiacciaio – non sembra più così geniale.  Ma ormai siamo diventati dei veri hikers e non ci ferma più nessuno. Raggiunta l’area-campeggio intraprendiamo una camminata di 45 minuti in salita per approdare alla piccola ed elegante cascata di Svartifoss.  Questa cascata nascosta nel cuore della montagna, in una rigogliosa vegetazione, è famosa per le colonne di basalto color pece che la circondano. Ci riposiamo seduti sulle rocce, ascoltiamo gli uccelli cantare e osserviamo l’arcobaleno che si forma sopra al ruscello. Benché sia sconsigliato, non resistiamo e affondiamo le mani nell’acqua gelida.
 
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La nostra avventura di oggi è solo a metà e così scendiamo a valle per riempire le nostre bottigliette di acqua fresca locale e gratuita. Poi ripartiamo per il secondo ghiacciaio di oggi. Il Glacier Vatnajokull è più ampio e spettacolare del procedente, la lingua ghiacciata della montagna scende fino a valle per diventare un lago dove galleggiano piccoli iceberg. La sua superficie striata come la pelle di una zebra è modellata dal vento e scintilla al sole nel suo bianco splendore. Siamo solo noi e un’altra coppia in compagnia del Vatnajokull. Ci arrampichiamo con cautela nella roccia più alta dove ci godiamo la vista del panorama. Seduti in fronte ad un ghiacciaio dell’isola più a Nord d’Europa, con la temperatura perfetta, la vacanza più temeraria della mia vita si conferma un sogno ad occhi aperti.

Il tardo pomeriggio bussa sulla nostra tabella di marcia e proprio quando pensavamo di aver visto il meglio dello spettacolo naturalistico locale, arriva il tanto atteso momento di fermarci per il tramonto alla Laguna di Ghiaccio. Guide e viaggiatori solitari consigliano vivamente di osservare il Jokulsarlon sul far della sera quando l’atmosfera si trasforma diventando incantata. Dietro ad alte dune di sabbia e roccia si dischiude il panorama più bello che abbiamo mai visto. Grandi Iceberg galleggiano sciogliendosi nell’ampia laguna dalle mille sfumature del blu, i gabbiani volteggiano contro il sole e alcune foche fanno capolino dall’acqua per osservare i turisti ammaliati dallo spettacolo.
 
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In un’elegante calma di fine giornata, gli Iceberg più grandi si sciolgono cadendo in acqua e scoppiettano come legna sul fuoco generando lievi smottamenti nella laguna, i più piccoli invece vanno lentamente a largo verso l’Oceano Atlantico. Vorremmo restare qui per guardare questo paesaggio mentre si fa sera ma c’è un altro tramonto che ci aspetta.

La piccola cittadina portuale di Hofn, che si affaccia lungo l’Hrivngvegur e conta poco più di 2000 abitanti, sarà la nostra ultima tappa della giornata. Dormiremo qui, in una Guest-house non lontana dalle caratteristiche casette a colori che guardano oltre il porto e osservano le montagne. Il tramonto sta già sfumando nei toni dell’arancio e del viola. Noi rapiti passeggiamo come se fossimo stati improvvisamente catapultati nella versione Islandese di Dawson’s Creek. Il silenzio regna sovrano e persino un tipico gatto dal pelo rosso e lungo riesce a riposarsi “scomodamente” appollaiato su una roccia.
 
Le case apparentemente deserte hanno staccionate colorate e giardini folcloristici con piccole riproduzioni delle tipiche casette d’erba, di troll e altri elementi dal richiamo nautico. Se pur piccola Hofn è deliziosa e vale bene un suggestivo momento di relax ad osservare l’oceano.

Il viaggio continua…


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Michele Moricci