Copenaghen: alla ricerca di hygge

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Michele Moricci

COPENHAGEN Muniti di ben due guide decidiamo di trascorrere gli ultimi giorni di Ottobre in Danimarca. Dato che è sempre stata una meta costosissima l’abbiamo rimandata fino a quando i voli Ryanair, a prezzi scontati, ci hanno convinti che fosse arrivato il momento di visitarla. Mentre in Italia l’estate continuava a prolungarsi inspiegabilmente, nella capitale Danese l’autunno aveva già fatto il suo consueto ingresso. Arriviamo in città la mattina presto. Il nostro albergo, Wake-up Copenhagen, è situato in centro. Le temperature sono piuttosto basse ma per fortuna c’è il sole a scaldarci.

Abbiamo sentito parlare così tanto di questa città che la curiosità è incontenibile. Quindi iniziamo il nostro giro e la prima tappa è sicuramente il Nyhavn, una lunga sequenza di casette colorate affacciate sul canale omonimo. Al numero 20 era situata l’abitazione del celebre scrittore Hans Christian Andersen. Guardandoci intorno notiamo subito quanto siano utili le biciclette da queste parti, sfrecciano ovunque proprio come ad Amsterdam.

Poi ci addentriamo nel centro città per passeggiare tra i negozi di Strøget e approdare nell’elegante piazza di Amagertorv. Il via vai cittadino è cadenzato dai musicisti di strada che intonano canzoni pop seduti attorno alla fontana Storkespringvandet. A pochi passi da lì sono situati lo splendido negozio di articoli per la casa: Illum – la meta perfetta per chi ama oggetti di design – e la più antica sinagoga di Copenaghen, l’unica risparmiata dall’avanzata nazista. Soffermarci ad osservare le vetrine è inevitabile, soprattutto quelle delle librerie che espongono splendide edizioni di libri con deliziose copertine dai pattern minimali.

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Il Radhuset, con il suo stile goticheggiante ornato da figure marine fantastiche, troneggia nell’ampia piazza che divide Strøget da Tivoli e le zone più trendy della città. Addobbato in perfetto stile Halloween, è proprio Jack-o-Lantern a dare il benvenuto ai visitatori del parco-giochi cittadino. I Tivoli Gardens furono fondati nel 1843 e con le sue influenze orientali, il luna park e i ristoranti ispirarono Walt Disney.

LOSTiN, la guida trendy, ci consiglia ØL & BRØD per gustare i migliori Smørrebrød della città. Il ristorante situato nel quartiere di Vesterbro è piccolo e raccolto in una atmosfera rétro e chic. Oltre ai deliziosi e costosissimi Smørrebrød è possibile gustare dell’ottima birra di produzione locale, insomma il perfetto match per un vero pranzo local. Finito di mangiare ci spingiamo dentro Vesterbro per curiosare tra i numerosi negozi vintage e le sue boutique.

A ovest di Strøget, sorgono il Quartiere Latino e la più antica Università Danese risalente al 1479. Lo stile neoclassico dell’edificio si sposa perfettamente con tutto ciò che lo circonda e l’atmosfera nordica diventa sempre più concreta quando, nel primo pomeriggio, il sole inizia a scendere per fare spazio alla sera. L’aria diventa gelida e il vento pungente.

Il giorno seguente, indecisi tra i numerosi musei e avendo pochi giorni a disposizione, decidiamo di visitare lo Statens Museum for Kunst. Lo splendido parco circonda un edificio principale e una galleria moderna, in esso sono raccolte opere che ripercorrono la storia dell’arte dal XIV secolo fino ai giorni nostri.  Non lontano da lì, si trova la fortificazione di Kastellet– un parco suggestivo a forma di stella, ricco di alberi di salice, ponticelli ed edifici rossi. La fortificazione fu costruita nel 1660 ed oggi è sede del Ministero della Difesa Danese.  All’interno è ancora custodito un vecchio mulino a vento che osserva dall’alto la gente del posto fare jogging e passeggiare con cani e passeggini.

Finalmente è arrivato il momento di scoprire la famigerata Sirenetta di Copenaghen. Gli amici ce ne hanno parlato così male che però, forse complice il sole e le aspettative ormai disilluse, a noi piace molto. Ci mettiamo in fila con gli altri turisti in pose strategiche per immortalare la bella e piccola Sirenetta. Continuiamo a passeggiare e approdiamo alle residenze reali di Amelienborg, i palazzi reali e gli edifici circostanti creano un suggestivo contrasto visivo di stili in totale contrapposizione con l’aspetto minimale e moderno del Teatro dell’Opera – situato al di là del porto.

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È l’ora del pranzo quindi ordiniamo due burger vegetariani da Hot Buns. Un gastropub minimal con cameriere sexy e ottimi panini giganti. Dopo un giro di negozi di design per la casa, tra cui HAY e molti altri, ci dirigiamo ai giardini di Kogens Have. I colori dell’autunno esplodo negli ampi spazi verdi che costeggiano Rosenborg Slot e l’atmosfera del pomeriggio illumina l’intero parco di una luce lieve a tratti algida. Nato come residenza estiva di Cristiano IV, il castello sembra incantato con le sue romantiche torrette e i leoni di bronzo che fanno da guardia al suo ingresso.

Ci accorgiamo ben presto che adoriamo perderci nelle stradine incantate del centro di Copenaghen per osservare la quotidianità dei locals. La sera ci spingiamo fino a Kodbyen, il meatpacking district, dove adesso sorgono ristoranti, pub e disco. Mangiamo pizza all’Italiana da Mother. Lo stile è sempre lo stesso: mattonelle bianche sulle pareti, luci di candela e tavolini in legno e metallo. Tutto sussurra dolcemente “Hygge“. E’ così affollato che dobbiamo attendere un po’ al gelido freddo notturno, ma quando ci sediamo scopriamo che ne è valsa la pena.

E’ arrivato l’ultimo giorno e la mattina ci perdiamo in Christiania, Inderhavn e le zone moderne. Da tempo sento Giovanni parlare di questo luogo fantastico ma quando arriviamo ci rendiamo conto che si tratta di un centro sociale all’aperto, dove quello che rimane dell’indipendenza e baldoria notturna è il torpore diurno e un insieme di edifici fatiscenti. Certamente è Folk e apprezziamo la vista sul grande laghetto nelle vicinanze.  Ci colpiscono molto di più i vecchi canali e le nuove costruzioni che si affacciano sul fiume. Visitiamo la bellissima chiesa del redentore Vor Frelsers Kirke che troneggia su tutto il Christianshavn e osserviamo la chiesa di Christian Kirke, incorniciata tra le abitazioni moderne.

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Dopo il pranzo da Royal Smushi Cafè, un elegante resto-café che serve Sushi, Smorrebrod e altre prelibatezze, nel pomeriggio ci spingiamo fino all’isoletta dello Slotholmen: il nucleo originario della città di Copenaghen. Un piccolo villaggio che, restaurato in stile Neo-baraocco agli inizi del ‘900, ospita il Parlamento Danese, il Museo Ebraico, la Cappella Palatina, i Giardini della Biblioteca e le Scuderie Reali. Sul far della sera ci perdiamo nuovamente per le strade e negozi come Episodes, Hay e la boutique del designer Danese Henrik Vibskov.

Per cena ordiniamo Ramen da Wagamama e ci gustiamo i giochi di aqua e luci al parco di Tivoli. L’atmosfera è quella unica e misteriosa di Halloween, il freddo è quello tipico di una città nordica.  Percorriamo ancora una volta la strada che ci divide dall’hotel. Organizziamo le valige e ci prepariamo per la sveglia e la partenza della mattina seguente.

Lasciando l’albergo all’alba, fuori ci attende un sole splendete che si irradia tra la gelida nebbiolina. Noi, come sempre, ci lasciamo un pezzo di cuore alle spalle e torniamo a casa – già pronti e in attesa della prossima partenza.


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Michele Moricci