Camminare sull’Acquedotto di Perugia

Elena Mazzoni Wagner

PERUGIA, Via dell’Acquedotto. Davvero unica e troppo bella. La sua storia inizia nel 1254 a circa 4 km dal centro storico, sul Monte Paciano, ricco di sorgenti che avrebbero rifornito di preziosa acqua la Fontana Maggiore e tutta la città. Una storia lontana nel tempo, quando i preparatissimi ingegneri romani sembravano distanti anni luce e le avanzatissime conoscenze dei latini, per progettare strade e acquedotti, sembravano impossibili da recuperare.

E invece oggi si può raggiungere il centro storico passando proprio dall’Acquedotto (medievale). Mi spiego meglio: dove dal 1277 – grazie a Boninsegna da Venezia – scorreva l’acqua, oggi è possibile camminare. Via dell’Acquedotto è davvero magica, sopratutto al tramonto, quando i muri delle case e le tante finestre che si affacciano sul dorso est della città si colorano di mille sfumature, di rosso e oro. Poco sopra, le imponenti mura Etrusche stanno ancora di guardia e chissà se il suono dell’acqua che scorreva all’aperto prima di scivolare dentro la città, letteralmente, rimbalzava tra quelle antichissime pietre e risuonava tra le arcate dell’acquedotto.



Per innamoravi di questo scorcio perugino, potete scegliere almeno tre punti di vista. Potete starvene proprio sul canale dove un tempo scorreva l’acqua, dove alcune case hanno addirittura l’ingresso e la privacy è un concetto che mal si adegua alla bellezza e poeticità dei centri storici. Oppure potete ammirarlo dal basso, potete alzare gli occhi e seguire con lo sguardo le arcate immaginando quelle che dovevano formare tutta l’opera di ingegneria. Terza prospettiva: potete percorrere la via che affianca le mura Etrusche e da lì salire seguendo l’ampia curva della strada e guardando dall’alto il canale che si intreccia con gli scalini di via Appia, creando un movimento di linee e direzioni che è impossible non pensare ai quadri di Escher.

Impossibile sarà anche non farsi almeno due domande: una volta arrivata qui, l’acqua, dove andava? Ci sono altri tratti visibili dell’Acquedotto medievale?

La prima domanda ha risposta facile: a fianco degli scalini di via Appia, dove il canale sopra gli arconi sembra terminare, c’è una piccola porta in ferro e il bassorilievo di un Grifo rampante; ecco, l’acqua passava da lì per arrivare a zampillare nella Fontana Maggiore di Piazza IV Novembre, il cuore di Perugia.

Per la seconda la risposta è sì, ma. Sì, esistono altri tratti visibili, pochi arconi disseminati qua e là nella campagna subito fuori Perugia, in zona Conservoni (dove sono ancora funzionanti le cisterne!). Ma, versano in pessimo stato conservativo, almeno da quanto riportato nei racconti di chi li ha visti. Perché proprio per non smentire mai l’idea degli umbri chiusi e diffidenti, il proprietario (così si è definito) del terreno – dove si potrebbero vedere gli arconi infestati dai rovi – mi ha proibito di andare oltre a fotografare i resti di un passato medievale che sembra più vicino di quanto uno possa immaginare.


* photos: Elena Mazzoni Wagner