Fiorenzuola di Focara, il borgo dell’anima

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Valentina Basili

PESARO, Fiorenzuola di Focara. Un piccolo borgo situato su un’altura verdeggiante e a strapiombo sul mare. Da cui l’occhio si perde nell’azzurro di un mare che diventa cielo infinito. 

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Una piccola cittadina medievale della provincia di Pesaro-Urbino, rimasta comune autonomo fino al 1929, oggi frazione del comune di Pesaro. Tra le strade del Monte San Bartolo basta seguire il vento per raggiungerla: il “vento di Focara”, infatti, è divenuto celebre poiché citato da Dante durante il suo viaggio nell’Inferno.

« Poi farà sì ch’al vento di Focara,
non farà lor mestier voto né preco »

Dante Alighieri – Divina Commedia, Inferno, XXVIII Canto

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Qui si è accolti dalla “profondissima quiete” che ci descrive Giacomo Leopardi ne “L’infinito” – poesia che, pur essendo scritta e riferita a Recanati, parla un po’ di tutti i borghi delle Marche.

Ma Fiorenzuola, oltre alla serenità marchigiana, ha qualcosa di unico. Il tempo qui si cristallizza in attimi eterni, tra scorci che sembrano farci viaggiare nel mondo, dalle scogliere irlandesi ad un’isola tropicale, dalla Grecia alla Nuova Zelanda. 

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Io che amo guardare il mare da lontano, alla scoperta dell’immensità nel suo orizzonte sconfinato, ho trovato il mio cantuccio nel punto più alto del borgo, vicino al campanile della vecchia Chiesa di Sant’Andrea.

Mi piace guardare l’alba da lassù, con il sole che sorge dall’acqua, e il volo dei gabbiani che fa compagnia ai pescatori. Mi perdo ad osservare le correnti marine che danzano a ritmi diversi incontrandosi e scontrandosi tra loro.  

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Nei pomeriggi primaverili, è bello andare alla ricerca della propria panchina, nascosta tra alberi e cespugli e poi circondata da una distesa di margherite, con l’azzurro sopra e sotto, del cielo e del mare, a rinfrescare l’anima.

Se il borgo è una fiaba, la spiaggia non è da meno: situata ai piedi del promontorio, la si raggiunge con una passeggiata di venti minuti o con una piccola navetta, passando tra i sentieri verdeggianti del San Bartolo. Qui il turismo di massa è ben lontano, e si assapora l’estate immersi nella cornice di una natura incontaminata, senza servizi e segnale del telefono.

Quest’anno (2017) SKYSCANNER l’ha inserita tra le 15 spiagge più belle d’Italia e il quotidiano inglese THE TELEGRAPH la racconta così:

“Angoli segreti del Mar Adriatico, luoghi ideali per visitatori intrepidi alla ricerca di spiagge più remote e desolate, senza ombrelloni… sentieri per fare trekking, baie isolate.”

Nel tardo pomeriggio estivo, con il sapore del mare addosso e la pelle che scotta è un piacere godersi il tramonto tra le vie del borgo, illuminate dai toni caldi degli ultimi raggi di sole, magari gustando una piadina, tipica di queste zone, comodamente seduti sull’erba o sulla propria panchina del cuore.

Fiorenzuola di Focara - tramonto

A tarda sera, ascoltando il silenzio sereno del borgo, si scopre il rumore delle onde, che a 177 metri più in basso continuano la loro danza eterna e infinita.

Visitare Fiorenzuola è un viaggio dentro se stessi, che permette di riscoprire il legame ancestrale con la natura troppo spesso dimenticata.

Italo Calvino ne “Le città invisibili” dice: “Di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”. Ecco, in questo piccolo angolo di mondo ognuno troverà la propria risposta, semplicemente seguendo il vento e ascoltando il mare.

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Valentina Basili