Music & the City: Napoli negli occhi di Flo

Flo cantautrice - Napoli
Flo

NAPOLI Flo è una delle personalità più eclettiche e versatili tra le nuove leve del panorama musicale italiano: vanta interessanti collaborazioni, come quella con il musicista Daniele Sepe. E diversi premi. Il suo secondo ed ultimo album – “Il mese del rosario” – è la cronaca di città ed esistenze sospese nel tempo e nello spazio, in perfetto equilibrio tra pietà e disincanto. Canzoni esposte al sole di controra indefinite, ai moti di un vivere spregiudicato, ritmico, pulsante, ma ben nascosto sotto un’imperturbabile quotidianità.

Flo cantautrice - Napoli

Ciao! Prima di tutto, presentati ai nostri lettori.

Mi chiamo Flo e sono una cantautrice. La mia vita è quasi interamente scandita dal lavoro nella musica e in teatro. Viaggio molto per lavoro e il tempo che mi resta lo consumo in letture, cucina e traslochi, a dire il vero. Adesso, appunto, sono in procinto di traslocare.

La Musica ti porta spesso a viaggiare ma qual è la tua casa?

La mia città natale è Napoli. È lì che ritorno ogni volta perché è lì che vivono le persone che amo. Per adesso la trovo una densa fonte di ispirazione. Domani si vedrà.

Veniamo a trovarti: raccontaci in breve (almeno) tre luoghi che ci farai vedere.

Un posto che ho scoperto tardi, circa tre anni fa, è il Petraio. Una strada che sembra sospesa in cielo come un arcobaleno e che atterra in mare. L’ho scoperto tardi il Petraio, eppure mi sembra di essere nata e cresciuta lì; addirittura ho ambientato lì molti ricordi d’infanzia orfani di scenario. Il Petraio collega il Vomero al corso Vittorio Emanuele, ma potrebbe collegare qualunque luogo, quello che conta non sono le estremità, ma quello che c’è nel mezzo: un dolce silenzio e una luce che rende tutto nitido. Graziose palazzine d’epoca e bassi che profumano di cucina napoletana; lazzari e nobili proprio come durante il Regno di Ferdinando. Cammino spesso lungo questo arcobaleno e se ho un appuntamento di sicuro arrivo in ritardo oppure, alla fine, non ci vado. Il Petraio porta consiglio.

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Dai tempi del Liceo, invece, sono legata al centro storico e a Spaccanapoli. Quelle sono le strade del buonumore; del respiro corto ma mai affannoso; dove non puoi andare troppo lento perché la gente corre e i giapponesi stanno in procinto di scattare la milionesima foto alla via dei Presepi. Su di me tutto questo ha l’effetto di un energizzante; una sorta di doping per cui non ti squalificano.

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E un posto dove si può ascoltare buona musica dal vivo, nelle tue zone?

Napoli suona ovunque eppure ha pochissimi posti in cui fare musica. Non parlo dei posti dove la musica sta sullo stesso scaffale di un panino o di una coca – quelli sono addirittura troppi – ma di piccole sale per la musica in stile Europeo, con strumentazioni adeguate e biglietto d’ingresso. Se siete a Napoli potete comunque passare alle falde del Vesuvio, nella nostra sala prove in genere c’è buona musica e gente simpatica.

Dei tour sinora fatti, invece, qual è un viaggio in particolare che ricorderai sempre?

Indimenticabile è senza dubbio il nostro recente viaggio a Capo Verde per l’Atlantic Music Expo.  I Capoverdiani, col ritmo nel sangue, ballavano le canzoni di una ragazza di Napoli, la città dove tutti hanno l’ugola preziosa. Un enorme luogo comune insomma. Scherzi a parte, non dimenticherò mai quel concerto e la spiaggia di Tarrafal. Almeno fino all’anno prossimo quando andremo in Sudamerica.

Viaggiando, avrai scoperto sicuramente molti artisti emergenti. Consigliaci alcuni talenti da seguire!

A Capoverde ho ascoltato Tiganá Santana, un artista brasiliano dalla voce così suadente e penetrante che in un battito di ciglia sei innamorata. Bellissimo il suo disco e la sua performance live.

Ho conosciuto e poi collaborato con Alessio Arena: un talento che non saprei neppure descrivere con precisione. Alessio è anche uno scrittore sopraffino oltre che una voce cantante intensa ed empatica. Mi piace molto.

Infine MelisMandolin: un quartetto a plettri davvero incredibile. Fanno musica da camera con un piglio che oserei definire rock&roll. Forti, precisi, decisi, ti lasciano col fiato sospeso dalla prima all’ultima nota.

E invece un festival, in qualsiasi angolo della terra, ancora poco conosciuto ma che merita attenzione (e partecipazione) per la ricerca degli artisti e la qualità della musica che propone?

Un bel festival è “Train de Vie – musica su rotaie”. Si tiene proprio a Napoli. La ricerca è davvero attentissima e soprattutto esclusiva. Io lì ho ascoltato Carmen Paris, Maria Mazzotta e molti altri artisti di calibro.

Infine, un tuo brano da dedicare ai nostri lettori. Una tua canzone per CCT, come sottofondo a questo incontro!

Malemaritate oppureVulìo, entrambe dal mio ultimo disco: “Il mese del rosario” (2016).

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