Music & the City: Roma negli occhi di LinFante

Litania, Palermo 2014 (foto di Sonja Burgì)
Litania, Palermo 2014 (foto di Sonja Burgì)

ROMA La rivista ‘Internazionale’ lo ha definito un “bluesman autentico”. LinFante è un cantautore di Cremona trapiantato a Roma e noi lo abbiamo seguito fino a Monteverde, il suo quartiere, per farci raccontare un po’ la vita capitolina.

Ma prima di arrivare qui, ecco in breve la sua storia: LinFante nasce nell’ospedale di Bigcream (Longobardia) negli anni Ottanta da padre arbëreshë e madre vallona. Nel Duemilanove intraprende una carriera più solitaria che solista con chitarra acustica e armonica a bocca. Va a vivere a Bologna e passa i pomeriggi a mandare mail e spedire demo (oppure immagina di farlo). Trasferitosi a Barcellona trova l’appoggio dell’etichetta milanese NoiseVille – che poi lo scaricherà senza farsi più sentire – con cui organizza un tour spagnolo di sette date tra Barcellona, Valencia, Alicante e Girona. Passa su alcune radio regionali spagnole. Poi va a vivere a Madrid per fare tutt’altra vita, ma qui scopre che Lavapiés non è più quello di “Luci di Bohème”. Ora non sa dove andare, anche se pare viva a Roma e che sia stato adottato dalla Sinusite Records. Suona (qualche volta) anche con i Sydrojé e Il Re Dei Boschi.

LinFante

Ciao! Prima di tutto presentati ai nostri lettori.

Ciao cari, sono LinFante e faccio musica da quasi tre lustri.

La Musica ti porta spesso a viaggiare ma qual è la tua casa?

Pur avendo sentimenti dispersi in varie parti del mondo, casa mia, ora, è Roma.

Veniamo a trovarti: raccontaci in breve almeno tre luoghi che ci farai vedere.

Porta Portese, dove passo le mie domeniche mattine a scartabellare tra le bancarelle di libri usati.

porta portese

Piazza Scotti, luogo anonimo ma accogliente del mio quartiere, Monteverde, dove faccio colazione il sabato mattina, in tenuta sportivo-casalinga.

piazza scotti

Vicolo del Bologna a Trastevere, che al numero 45 ospita la pizzeria “Dar poeta” dedicata al Belli, dove ogni tanto mi sparo una lingua de foco.

Trastevere_-_Vicolo_del_Bologna

E un posto dove si può ascoltare buona musica dal vivo, nelle tue zone?

A Roma ce ne sono tanti. Nel mio quartiere no, zero, lì non si fa nulla, ma è bello per questo. “Le Mura“, a San Lorenzo, è fico.

Dei tour sinora fatti, invece, qual è un viaggio in particolare che ricorderai sempre?

2010, tour spagnolo, ho suonato in una piadineria di un paesino catalano in provincia di Girona. Verso la fine del concerto una delle proprietarie è passata tra i clienti con in mano un cilindro che in pochi minuti si è riempito di monete inaspettate. Sono tornato a casa con le tasche pesantissime.

Viaggiando, avrai scoperto sicuramente molti artisti emergenti. Consigliaci alcuni talenti da seguire!

Non solo emergenti, ma che importa. Prima di arrivare a Roma non conoscevo Babalot, faro dell’indie romano, che adoro; Il Rondine, avversario degli uomini che si chiamano Sergio, che spacca. E poi Thérèse! Cantautrice alicantina, a cui ho aperto diversi concerti in Spagna, in fissa con la psichedelia. Non so se suoni ancora, ma è molto brava.

E invece un festival, in qualsiasi angolo della terra, ancora poco conosciuto ma che merita attenzione (e partecipazione) per la ricerca degli artisti e la qualità della musica che propone?

Festival poco conosciuti e meritevoli che siano ancora in vita non ne conosco. Solitamente muoiono. Posso dirti il festival più bello a cui ho assistito. Bologna, Flippaut Festival 2003: White Stripes, Queens Of The Stone Age, Audioslave.

Infine, un tuo pezzo da dedicare ai nostri lettori. Una tua canzone per CCT, come sottofondo a questo incontro!

Vi faccio ascoltare l’ultimo singolo uscito in rete con un videoclip: “Muoio Di Sonno”, estratto dal mio disco d’esordio “Non mi piace niente”.

Tutti i tuoi link per seguirti.

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