La Città Bianca

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*photogallery: Elena & Marco MW

OSTUNI è tutta bianca, di pietra e calce. E latte, scrisse qualcuno. A colorare le sue viuzze saliscendi, ci sono le piante grasse e i fiori sui balconcini, ci sono i panni stesi fuori e le sedie sull’uscio di casa dove le nonne e i nonni del paese stanno ad osservare il mondo e a dirsi (in dialetto) saggi pensieri.

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La pietra bianca si vede in tutta la Valle d’Itria: nei muretti a secco – tra ulivi, viti e fichi d’india – ma anche nei campanili, nelle masserie e torri costiere, nelle facciate delle chiese e dei palazzi in barocco pugliese. In questa terra, l’arte della pietra si è presto unita alla calce, utile per la costruzione di edifici ma anche per potabilizzare l’acqua delle cisterne, disinfettare, imbiancare e intonacare interni ed esterni delle case, e persino conservare alcuni alimenti.

E così è nata Ostuni, vestendo di bianco tre piccoli aridi colli della Murgia, in provincia di Brindisi, a 8 km dalla costa adriatica salentina. Protetta da Sant’Oronzo – che veglia sugli Ostunesi dall’alto della Colonna nella piazza principale – la città è una candida vista da lontano e ancor più bella se la si cammina fino alla sommità del centro antico, dove la meravigliosa Concattedrale (costruita tra il 1469-1495) vanta il più grande rosone d’Italia (e il secondo in Europa, dopo la Chiesa di Santa Maria del Pi a Barcelona). E da quassù si vedono i campi verdi diventare blu mare e poi cielo.

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LA CITTÀ BIANCA. Si dice che sia nota al mondo con questa definizione da quando il giornalista Ettore Della Giovanna, allora inviato de “Il Tempo Illustrato”, nell’Agosto del 1941 (in piena guerra), scrisse un articolo su Ostuni intitolato Il paese più bianco del mondo“.

« Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ad ogni finestra v’è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti, su ogni terrazzino al tramonto compare guardinga una ragazza che osserva trasognata il mare. A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco, anche le strade, la polvere è di gesso, forse anche le piante e l’aria. Tutto è bianco fino all’assurdo […] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole, per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c’è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c’è l’equatore a portata di mano. »

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UN PAIO DI CONSIGLI:

1) Perdetevi, camminate per le vie seguendo i dettagli che più attraggono la vostra curiosità, e fate qualche domanda ai “nonni e nonne” del luogo che troverete davanti alle loro case, seduti lungo le mura bianche della strada oppure in piedi sulla porta: imparerete almeno un detto o un sapere popolare, che solo loro sanno raccontare.

2) Andate “Al Solito Posto“: un ristorante accogliente, con un fresco giardino, dove pranzare o cenare in pace (lontano dai greggi di turisti) e riempirsi di tante cose buone. Indirizzo, vicino al centro storico: Via Cesare Braico, 37 ad Ostuni (BR).

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* NOTA sulla Photo Gallery: scusate la ridondanza del sorriso di CCT (di solito limita il selfismo alle foto sui social media) ma su uno sfondo così… il nostro adesivo bianco ci stava un incanto!

Elena Mazzoni Wagner