Tra forbici, pennelli e parole: il mondo di Maria Suppa

Maria Suppa

Beatrice Verga | unascrittrice

MILANO Ammettiamolo: andare dal parrucchiere è un fantastico antistress (parlo soprattutto per le fanciulle!). Quando poi la persona che mette mano alle forbici ha all’attivo (quasi) tre romanzi e ama dipingere, la cosa diventa ancor più interessante. Cresce così la voglia di entrare nel mondo di Maria Suppa, 35enne calabrese, titolare del salone Face Off (in via Millelire 19, a poche centinaia di metri dallo stadio di San Siro). Infatti, il nostro primo incontro è avvenuto lo scorso luglio durante la presentazione del suo ultimo romanzo “Io e Bersca”. Maria è un concentrato di entusiasmo e ci si chiede come faccia a fare tutto questo…

Maria, come nascono le tue passioni per la pittura e la scrittura? Sono una persona curiosa e con la voglia irrefrenabile di fare. Ho tante passioni e se non fosse per la mancanza di tempo ne coltiverei di infinite. La passione per la pittura è nata assieme a me (Maria ha esposto le sue opere in diverse mostre). Ricordo di aver pianto a dirotto, per una piccola riproduzione in gesso della Pietà di Michelangelo. I miei erano increduli. Una bambina che preferiva un piccolo soprammobile alle bambole e giochi vari. Vicino casa mia c’era lo studio di un pittore. Percorrevo quella strada più volte al giorno per sentire l’odore di olii vari e sbirciare dalla porta. Quel mondo mi affascinava da morire! E ovviamente in casa tutto era perfetto per colorarci su: dal calorifero di camera mia ai jeans strappati che indossavo. La passione per la scrittura venne subito dopo. Ora rimpiango di aver buttato svariati scritti che da adolescente credevo mediocri e di poco interesse da parte di altri. Attraverso queste passioni, vivo svariate emozioni e proprio come la protagonista del mio libro, Bersca, riesco a perdermi così in mondi lontani, infiniti e tanto piacevoli.

Se dovessi descrivere il tuo mondo artistico e professionale in tre parole, quali sarebbero? Fantascientifico, stupefacente, armonico.

Mi parli di Bersca, la protagonista del tuo secondo romanzo (il primo s’intitola “Non sono mica qui a pettinare le bambole”), uscito con La Caravella Editrice qualche mese fa? Bersca è una di noi, una ragazza che vive il nostro mondo. Qui conta apparire e Bersca non ha nulla da far vedere, o almeno crede, solo generose forme e un’umile vita che agli occhi degli altri sembra mediocre, debole, senza virtù e poco interessante. Attraverso le vicende della mia protagonista (un’operaia 25enne che si costruisce un mondo di sogno dove spariscono tutti i suoi problemi e i suoi complessi), racconto l’ipocrisia di un mondo dove valgono solo l’apparenza e il potere, dove è difficile essere sereni se non si corrisponde a precisi canoni. “Io e Bersca” è la voglia di una rinascita, di continuare a sognare, a sperare nel prossimo, a vivere felici. È capire che è stupido giudicare dall’apparenza e che, a volte, chi ci sta davanti è il nostro specchio, quello in cui ci riflettiamo e vediamo le nostre paure ed emozioni.

Fai un lavoro che ti mette in contatto con un gran numero di persone ogni giorno, con i loro problemi e le loro gioie. Cosa pensano le tue clienti dei tuoi libri? Lavoro 12 ore al giorno nel mio Face Off, il salone di bellezza che ho a Milano. Incontro tanta gente tutti i giorni e imparo a riconoscerne le anime. Nei miei libri, come nei miei quadri, sono espresse le varie emozioni che provo e delle quali vengo omaggiata dai racconti e confessioni di tanti. Racconto il mondo che mi circonda, la vita che vivo. Tante persone si riconoscono nelle mie opere. Del mio lavoro come hair stylist amo soprattutto questo: il contatto diretto con la gente. Sono molto sensibile (purtroppo) e questo mi porta ad immagazzinare tutto dentro, soffrendo per alcune situazioni… pur di non andare in analisi mi butto sulle mie passioni e quel che ne viene fuori lo vedete anche voi.

Cosa farà Maria Suppa da grande? Cosa farò da grande? Ho appena compiuto 35 anni. Ho provato più volte a fare un calcolo matematico pensando che il risultato fosse di dieci anni in meno, invece è sempre 35. Non ho mai programmato la mia vita. La vivo nel rispetto di me stessa e di chi mi circonda. Se mi soffermo a pensare, dovrei essere (vista l’età) moglie e madre, come tanti mi suggeriscono, e più tranquilla… come tante alla mia età. Ma non ci riesco. Sono irrequieta e curiosa; amo la vita e amo il mio compagno da 13 anni (dietro a una grande donna c’è sempre un grande uomo!); allo stesso tempo, sono ligia alle regole e alle responsabilità che vivo da imprenditrice… anche se il sogno nel cassetto ce l’ho anch’io: un monolocale sul mare, con pareti rustiche e grezze, una moka con del buon caffè, una radio e una chitarra, colori e tele, libri e diari e un pc, il tutto da condividere con Fausto. Ecco come mi vedo da grande.

Maria Suppa non si ferma: tra una messa in piega e un colpo di sole sta mettendo in cantiere il terzo romanzo, del quale però non vuole rivelare ancora niente. Intanto impara a suonare la chitarra e aspetta il 29 ottobre, quando presenterà la sua ultima creatura letteraria a Milano Book Fair, presso lo stand di La Caravella EditriceAvete sempre considerato il “salotto” del parrucchiere come luogo ideale del gossip e nient’altro? Se passate da Face Off, Maria Suppa vi farà cambiare idea. Tra una tela dedicata a Salvador Dalì e le pagine dei suoi libri, sarà come trovarsi in uno stravagante atelier. Tra forbici, pennelli e parole che rispecchiano l’amore profondo per il contatto umano, linfa principale di un angolo di mondo artistico e sorprendente.

Autoritratto di Maria Suppa

Beatrice Verga