Morgan sotto la pioggia nel pineto

28 agosto, 2010 5 comments

di Elena M. Wagner

27 agosto 2010, h. 21.30

La Versiliana Festival – Marina di Pietrasanta


“Cade la sera” e la pioggia in questo teatro all’aperto, col tetto di cielo (stavolta nuvoloso) e pareti d’alberi. “La pioggia nel pineto” accoglie Morgan. Lui e la sua sigaretta fumeggiante sono appena entrati in scena. Applauso, intenso. Nel battito delle nostre mani, tutta la stima e l’affetto. Ma il pubblico della platea già si agita per quegli improvvisi e inaspettati goccioloni d’acqua. Sarà la maledizione dannunziana? Benedetta allora questa maledetta pineta. E benedetta questa maledetta pioggia che fa correre noi della tribuna più lontana al riparo proprio sotto al palco. Quelli delle prime file, arrabbiati, gridano “Morgan, mandali a sedere!” e lui “Non posso. Neanch’io riesco a star seduto ai concerti.” Altro applauso, forte. E allora restiamo tutti lì sotto, in piedi, a cantare insieme “Altrove”, soddisfatti di svincolarci almeno un pochino “dalle convinzioni, dalle pose, dalle posizioni”.  Fortuna che è piovuto. Il conto degli applausi… già perso.

L’Ensemble Symphony Orchestra di Massa e Carrara, composta da 25 elementi e diretta con grinta gentile dal Maestro Carlo Carcano, e poi Daniele Dupuis al basso e Sergio Carnevale alla batteria, accompagnano Marco Castoldi (in p-arte Morgan) in questo tanto desiderato (non dai cattivi) CON CERTO.

Per Morgan, cantante e musicista iper-eclettico (al pianoforte, al clavicembalo, alla chitarra e chitarrina(?), e a tutti gli altri curiosi strumenti di cui – perdonatemi – ignoro il nome) anche l’iPad, che tiene davanti a sè sopra il pianoforte a coda nero, può servire a suonare. Ogni nota prodotta da corde o tastiere che tocca è un parto di sudore, carisma e passione estremi. E l’orchestra, per niente invadente, osserva attenta ogni sua mossa, mentre con il Maestro Carcano si scambia sguardi sorridenti di intesa, competenza e curiosità. Curiosità di vedere cosa farà e dirà Morgan l’attimo successivo. Perchè l’atmosfera, sopra e sotto al palco, vive anche d’improvvisazione. Niente è scontato o banale. Morgan, sorprende. Conoscenza e imprevedibilità. Intelligenza e sregolatezza. In una parola, creatività. E tanta tanta bella musica. Dalle sue canzoni a quelle di De André e Tenco. Dal suo “Amore Assurdo” a “Life on Mars” di David Bowie (l’unica cantata senza l’orchestra, qui solo lui a pianoforte) e infine a “Il nostro concerto” di Umberto Bindi. «Uno dei padri della canzone italiana. - Dice Morgan,  introducendo l’ultima canzone di questo grande repertorio. – Uno che negli anni ’60 venne “esiliato” perchè aveva detto cose un po’ troppo stravaganti per quell’epoca. Io non farò la sua stessa fine. O meglio: artisticamente, MAGARI; economicamente, CHISSENEFREGA; umanamente, NO.»


Cade la sera
e il cuore s’ispira
mentre che il cielo si oscura
buio a regalar le stelle
– no, non questa sera. Ma -
belle illusioni, sogni lontani – sì, qui questa sera, bagnati dal cielo. E li cercheremo ancora nella tua musica, ancora “in un concerto dedicato a te” e a noi. Ovunque. Noi ti cercheremo sempre in un’altra poetica elegante Sera.

testo blu:

Morgan, “La Sera” – Morganicomio (2010)



P.S. Ai buonisti, agli ipocriti, ai paladini dell’(in)giustizia:

se in Italia tutti quelli che consumano droghe fossero come Morgan, allora vivremmo in un Paese di genii e talenti. In uno Stato che funziona, con una classe politica eccellente. Purtroppo, invece, la droga non aiuta le menti. Ma uccide. E in realtà i genii sono davvero pochi. Ecco perchè andrebbero tutelati e promossi. Ma siccome, in questo Paese, il talento non è qualità richiesta e la carriera facile è concessa solo a chi non sa far niente, si tende a ignorare, escludere, eliminare ogni testa colta e intelligente, indipendente e anticonformista, dai riflettori dei mass media e dai luoghi con un pubblico. Perchè se la massa (italiana) resta una massa omogenea, la vita è più semplice per tutti e tutti possiamo ridere come felici beoti davanti ad ogni marionetta siliconata che riempie copertine di giornali e domina gli schermi della nostra cara triste tv.

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  • Ilaria

    Peccato non esserci stati… in un’atmosfera del genere non si fa fatica a credere che sia stato un evento unico! E peccato proprio di dovere OBBLIGATORIAMENTE andare a sentire Morgan dal vivo, perchè non si può più ascoltarlo in televisione!

  • Carlotta

    Complimenti vivissimi per la recensione! Il concerto è stato magnifico, uno dei più belli che io abbia visto!! Morgan era rilassato, sorrideva molto spesso: non l’ho mai visto così dal vivo… Sono riuscita a posizionarmi proprio davanti al palco e vedere il suo concerto a circa 3 metri di distanza da lui, credetemi che non ha prezzo!! Benedetta la stramaledetta pioggia!!! Magnifico….

  • Pingback: Morgan sotto la pioggia nel pineto | Marco Castoldi in arte Morgan

  • http://www.webtitude.it Lara

    Non c’ero…per (s)fortuna forse…mi tengo in panchina per Verona…sempre che anch’io riesca a svincolarmi dalle convinzioni, dalle pose, dalle posizioni.
    Complimenti ad Elena per la recensione che è stata pubblicata anche su http://www.inartemorgan.it

  • http://rocklullaby.blogspot.com/ Erika

    Io c’ero! Serata sotto la pioggia indimenticabile…